
Itinerari.
La Sede della mostra.
Percorsi gonzagheschi.
Sabbioneta.
La storia.
Numerosi ed importanti ritrovamenti archeologici su tutto il territorio oggi facente parte del comune di Sabbioneta indicano la presenza di centri abitati sin dall’Età del Bronzo; ci sono testimonianze di insediamenti anche in epoca etrusca e romana. Sabbioneta si trovava allora sul tracciato della importante Via Vitelliana che congiungeva Brescello con Calvatone.
Nel VI secolo d.C. Sabbioneta fu soggetta alla dominazione longobarda e fu un borgo fortificato di giurisdizione bizantina. In un documento dell’829 Sabbioneta è definita castrum, borgo cinto da mura soggetto alla potente abbazia benedettina di Leno cui fu donato in età carolingia. Nel corso del X secolo, costituì una curtis, una delle unità minori in cui furono suddivise le grandi proprietà fondiarie dell’alto medioevo, dipendente per un breve periodo dal vescovo di Parma.
Dopo l’anno Mille fu contesa per tre secoli dalle famiglie cremonesi Persico e Dovara e iniziò a gravitare sotto la giurisdizione del vescovo di Cremona. Nel 1314 fu occupata con le armi da Rinaldo Bonacolsi di Mantova per passare poi sotto i Gonzaga fino al 1361, quando fu ceduta ai Visconti di Milano. Questi la restituirono nel 1371 alla famiglia cremonese Persico che la resse fino al 1426 quando fu riconquistata definitivamente da Gian Francesco Gonzaga di Mantova, condottiero della Serenissima.
Nel 1478, con la morte del marchese Ludovico II Sabbioneta, un insieme di territori posti tra la sponda sinistra del Po ed il basso corso dell’Oglio, furono assegnati al dominio dei figli Francesco e Gian Francesco. Quest’ultimo, capostipite del ramo cadetto di Gazzuolo, diventò l’unico signore di quei luoghi nel 1483 con la facoltà di trasmetterli ai suoi eredi. Il primogenito Ludovico resse Sabbioneta fino al 1540, anno della morte, e la lasciò al giovane nipote Vespasiano (Fondi 6 dicembre 1531 / Sabbioneta 27 febbraio del 1591).
Vespasiano, figlio di Luigi e di Isabella Colonna, venne inviato a quattordici anni alla corte dell’Imperatore Carlo V, come Paggio d’Onore dell’Infante di Spagna Filippo. Da qui iniziò la sua folgorante carriera che lo portò a rivestire le cariche di Grande del Regno, di generale della fanteria italiana, di Vicerè di Navarra e di Valencia, di ambasciatore segreto nelle più intricate vicende della guerra senza fine che scuoteva l’Europa. Governò solo territori minuscoli, ma fu sempre a un passo dal cuore del potere assoluto anche se la fortuna non sempre gli arrise. Visse tormentato da problemi di salute e famigliari: la prima moglie Diana morì in circostanze non chiare, fu forse suo l’ordine di avvelenarla per averlo tradito; la seconda moglie morì giovanissima di malattia, così come Luigi, l’unico erede maschio.
Al termine della sua vita, comprese che senza figli maschi la gloria della sua famiglia si sarebbe rapidamente estinta: solo la città sarebbe rimasta. Nel 1592 l’imperatore concesse l’investitura del ducato a Isabella, figlia di Vespasiano, e al marito Luigi Carafa nonostante le rimostranze dei cugini Gonzaga della linea principale di Mantova. Tra il 1637 e il 1638 morirono sia Isabella che Luigi lasciando la fortezza di Sabbioneta alla nipote Anna Carafa che a sua volta la lasciò in eredità al figlio Nicola de Guzmán, ultimo discendente di Vespasiano Gonzaga, il quale la resse fino al 1684.
Subentrò nel dominio il governatorato spagnolo di Milano, nel 1693 fu venduta al genovese Francesco Maria Spinola e nel 1703 rientrò nei domini del Ducato di Mantova. Quando nel 1708 Ferdinando Carlo, l’ultimo duca di Mantova fu privato dei suoi territori; Sabbioneta fu ceduta ai Gonzaga di Guastalla che la tennero fino al 1746, anno della loro estinzione.
Tra il 1746 e il 1796 Sabbioneta passò alle dipendenze degli Asburgo d’Austria e, con l’occupazione napoleonica, fece parte della Repubblica Cisalpina per un triennio. Ritornata nel 1799 sotto il dominio asburgico, tra il 1800 e il 1814 entrò nel Regno d’Italia e seguì le sorti dell’impero napoleonico. Con la Restaurazione fu inglobata nel Regno Lombardo Veneto e dopo la seconda guerra d’indipendenza (1859) fu incorporata nello Stato Italiano.
In questo periodo il comune di Sabbioneta fu assegnato brevemente alle province di Bozzolo e Cremona ed entrò infine a far parte definitivamente della Provincia di Mantova.
Foto e testi di Alberto Sarzi Madidini.