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Commessaggio.

La storia.

A Commessaggio, il primo insediamento umano testimoniato da recenti scoperte archeologiche, risale al XIII sec. a.C., fine periodo del bronzo. Era un villaggio terramaricolo, abitato per un circa un secolo da agricoltori ed allevatori, che vivevano in capanne di cannicciato e limo, costruite su palafitte all’asciutto, alte 130/140 cm.

Dopo gli Etruschi, che crearono nella zona i primi consistenti nuclei abitati, si succedettero i Galli, nel 206 a.C. subentrarono i Romani.

La prima notizia storica relativa a Commessaggio risale alla fine del dominio Longobardo, quando Desiderio nel 759 donò ai frati benedettini di Leno (Bs) la chiesa ed il beneficio di S. Maria in Ripa d’Adda in Comesadio.

Nell’ 829, Walterio da Comesadio (il toponimo ricorre anche in questo documento), cui era affidato il compito di riscuotere regalie e censi per conto del monastero di Leno, fu coinvolto in una controversia circa il possesso di questa “ terram piscariam“.

Tramontato il dominio dei Longobardi, si affermarono i Franchi. Il paese passò poi sotto il controllo dei Canossa, degli Estensi e successivamente dei Malaspina.

Nel 1033, la terra e la rocca di Commessaggio furono donati al monastero di S. Maria di Castiglione, da parte di Adalberto e Adelaide d’Este.

Nel 1091, il conte Ugo Bosone lasciò in eredità il paese ai Vescovi di Cremona, che lo amministrarono fino al 1390, quando il territorio passò al Libero Comune di Cremona.

Dal 1420 al 1431, i Gonzaga di Mantova riuscirono ad inserirlo nella propria orbita.

Alla morte di Gianfrancesco Gonzaga, il figlio quartogenito Carlo ereditò anche Commessaggio, che, nel 1478 passò a Gianfrancesco e a Francesco Cardinale, dando origine al Principato di Bozzolo e Sabbioneta e al Marchesato di Gazzuolo.

Per l’importanza del canale Commessaggio per il traffico delle merci e la posizione di confine occupata dal territorio, nel 1555, alla morte di Carlo di Gazzuolo, Vespasiano Gonzaga iniziò a vantare dei diritti di possesso.

Nel 1567, tramite la mediazione di Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, riuscì a concludere l’annosa controversia con i cugini di S. Martino, che erano tutelati dalla madre Emilia Cauzzi Gonzaga, in quanto minorenni, e ad impadronirsi di Commessaggio. Mandò il proprio contabile a prendere possesso del territorio e ad esigere il giuramento di fedeltà dai suoi nuovi sudditi. Commessaggio divenne Vicariato di Sabbioneta e nei trent’anni di dominazione di Vespasiano Gonzaga assunse la configurazione urbanistica attuale.

Alla morte del duca, avvenuta il 27/2/1591, la figlia Isabella, da lui nominata erede universale, fu invece dichiarata incapace di governare, in quanto donna, così i figli di Carlo entrarono in possesso del territorio conteso. A Isabella, dietro un forte compenso, rimasero Sabbioneta e altri possedimenti, tra cui il Torrazzo e l’ Hostaria de Commessaggio.

Nel 1593, il paese fu assegnato a Giulio Cesare del Principato di Bozzolo.

Nel 1630 anche a Commessaggio si diffuse la violenta epidemia di peste, in seguito al passaggio delle truppe imperiali.

Nel 1709, il paese fu assoggettato al Ducato di Guastalla e nel 1746, fu annesso al Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1859, in seguito alla 2^ Guerra di Indipendenza, la provincia di Mantova fu divisa in due parti: i distretti orientali rimasero all’Austria fino al 1866, mentre quelli occidentali furono annessi al Regno d’Italia, distribuiti tra varie province: Commessaggio entrò a far parte della prov. di Cremona, ma nel 1867, passò nuovamente alla provincia di Mantova.